Il gioco - Jass Curling Club _ Sesto S.G.

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Il gioco

Il Curling

Come si svolge il gioco
Come abbiamo già detto, i giocatori in campo sono 4, che a turno lanciano due stones ognuno alternandosi con gli avversari. Durante le partite ci sono tre attività fondamentali che vengono ricoperte a turno dai giocatori: lo skipping,  lo sweeping e il lancio.
Il lancio è la base del gioco. A turno i componenti della squadra tirano i propri stones in ordine partendo dal primo (più spesso chiamato lead) appoggiandosi ad una pedana attaccata al ghiaccio detta hack per spingersi sul ghiaccio.  Il movimento che ne risulta è una scivolata sul ghiaccio che permette al giocatore di dare la giusta direzione allo stone e di regolarne la velocità. Il rilascio dello stone deve avvenire prima della hog line più vicina al lanciatore, pena l'esclusione  dello stone appena giocato.
Lo skipping è un compito svolto dallo skip, che in genere è il giocatore più esperto della squadra e che normalmente tira per ultimo (anche se non è obbligatorio che sia così). Questo compito consiste nel dare la direzione tecnico-tattica  del gioco, decidendo dove dovranno essere piazzati gli stones tirati dai compagni, come dovranno essere tirati e dando le indicazioni perché questo avvenga nella maniera richiesta. Si dice infatti in genere che lo skip "dà la scopa", e questa frase  si deve al fatto che lo skip si posiziona sul campo con la scopa davanti a sè per indicare quale dovrà essere la direzione del tiro ai compagni. Questo compito è assolto dal vice-skip (in genere il terzo) mentre lo skip sta tirando.
Lo sweeping invece è un'attività svolta in maniera diversa da tutti i giocatori a turno. Consiste nello scopare il ghiaccio davanti ad uno stone in movimento per pulirlo o scaldarlo in modo che lo stone non perda velocità o cambi  direzione. Per questo motivo la pista da curling non è perfettamente liscia ma è preparata con un peeble, ovvero delle piccole gocce d'acqua ghiacciata che non influiscono normalmente con il tragitto dello stone viste le loro piccole dimensioni,  ma che riescono a sciogliersi leggermente al passaggio della scopa, creando un microscopico velo di acqua liquida che permette allo stone di scivolare con minor attrito. Lo sweeping è compiuto dai compagni di gioco che non sono impegnati nel lancio  sullo stone appena rilasciato, ma solo dopo la hog line. La stessa cosa può fare lo skip in casa, ma può anche farlo lo skip avversario nella seconda parte della casa (dopo la tee-line, ovvero la linea di metà casa) per facilitare l'uscita di  uno stone che non vuole far restare in casa o in campo.

Le attrezzature
I materiali da usare sono pochi:
1) Gli stones: sono pezzi di granito levigati e lavorati a forma circolare del peso di 44 libbre (poco meno di 20 kilogrammi) con una maniglia avvitata sulla parte superiore per poterla afferrare. Lo stone  ha una forma regolare nella parte superiore (il diametro è di circa 30 centimetri, per l'esattezza la circonferenza è stabilita in 36 pollici, e l'altezza è di 11 centimetri), ma nella parte inferiore la forma è leggermente concava, dato che  la superficie che tocca il ghiaccio è solo una corona circolare di pochi millimetri (leggermente variabile in base al tipo di stones), il che rende la superficie di contatto inferiore. Questa corona che tocca il ghiaccio si chiama rim.

2) Gli  slider o le scarpe: dato che per tirare lo stone bisogna scivolare sul ghiaccio appoggiandosi su un piede e spingendosi con l'altro sull'hack, sotto il piede di scivolamento bisogna avere una superficie che scivoli bene, per cui si usa una ciabatta con  la suola di plastica o teflon usando come scarpe delle normali scarpe da tennis, oppure esistono in commercio delle scarpe apposite con una suola di gomma e l'altra sempre di plastica o teflon. Attualmente il più usato è proprio il teflon, che scivola  di più sul ghiaccio ed ha un andamento molto regolare.

3) Le scope: esistono diversi tipi di scopa, che si distinguono principalmente per il materiale con cui è costruita la testa. Le più usate sono quelle con la testa di crine di cavallo  o più modernamente ricoperte di panno, cordura o altri materiali sintetici; si usano anche le scope di saggina (in inglese broom, mentre le prime sono brush). La scelta viene fatta in funzione dell'azione che si vuole avere sul ghiaccio: dato che l'azione  della scopa serve a lisciare, pulire e scaldare il ghiaccio, ogni giocatore sceglie il tipo di scopa più adatta alla partita o al tipo di ghiaccio e anche in funzione al proprio stato di forma. Non è generalmente permesso cambiare tipo di scopa  durante una partita. E' pero possibile usare in alcuni casi una mini-scopa che ha solo funzioni di appoggio, anche se normalmente questo attrezzo è poco usato.

4) L'abbigliamento: è sufficiente una tuta abbastanza elastica ed eventualmente un paio di guanti per migliorare la presa. Nonostante si giochi sul ghiaccio, in genere non si ha molto freddo mentre si gioca ed è inutile coprirsi molto, rendendo poi il corpo meno agile. Qualcuno usa anche una ginocchiera da aggiungere sul ginocchio che resta sul ghiaccio mentre si lancia, ma non è fondamentale in quanto in genere il ginocchio non andrebbe appoggiato.

L'arbitraggio

Nel curling l'arbitraggio è quasi inesistente, e questo ne fa sicuramente uno degli sport più particolari dal punto di vista dei rapporti personali in campo, in quanto sta ai giocatori stessi auto-arbitrarsi e dirimere direttamente in  campo le questioni con la massima educazione e signorilità. Se proprio non si trovasse un accordo o se fosse necessario effettuare delle misurazioni in campo è sempre presente nelle competizioni un giudice il cui giudizio è inappellabile e che  decide nel rispetto dello spirito del curling. Di norma il ricorso al giudice è comunque sporadico.
Proprio questa caratteristica rende adatta la pratica del curling ai giovani con finalità educative notevoli.

I "ruoli" del curling

Il curling si gioca in 4 giocatori che hanno tutti necessità di saper eseguire tutti i tipi di tiro, ma che in genere si specializzano su determinate attività o tipi di tiri, in base al momento della partita in cui devono intervenire:
a) Il primo a tirare è il lead; spesso deve tirare tiri di guardia o piazzate, quindi non ha bisogno di particolare potenza ma di molta precisione. Deve poi andare allo sweeping per gli altri tre turni e quindi essere ben allenato a questo movimento.
b) il secondo a tirare è il second; da questo momento di gioco si viene a creare in genere una situazione in cui è possibile dover fare tutti i tipi di tiri, quindi deve essere più eclettico pur essendo più spesso portato per i tiri di precisione.  Insieme al lead ha anche lui tre turni di sweeping.
c) il terzo a tirare è il third; anche lui deve essere in grado di fare molti tipi di tiri e spesso si trova a dover affrontare giochi molto spinosi. In genere è anche il vice dello skip e  quindi aiuta lo skip nel prendere le decisioni e resta in casa mentre quest ultimo sta tirando. Ha due turni di sweeping.
d) l'ultimo a tirare è lo skip; è quasi sempre il giocatore più esperto della squadra e deve essere un buon tattico.  Deve anche poter realizzare tutti i tipi di tiro con estrema precisione in quanto spesso ha la responsabilità di tiri decisivi. La sua importanza sta proprio nell'impostare bene la tattica di gioco e nella bravura ad interpretare il ghiaccio per dare  segnali ai propri compagni nel migliore dei modi. Per lui lo sweeping è in genere limitato solo alla zona della casa, pur potendo andare ad aiutare i compagni anche nel resto del campo.
La base fondamentale del curling è comunque il gioco di  squadra: un bravo giocatore insieme ad altri mediocri non farà mai vincere una squadra, e anche una buona squadra in cui non c'è coesione difficilmente riuscirà a giocare nel migliore dei modi. Attività che a uno spettatore inesperto sembrano  secondarie come lo sweeping sono in verità di notevole importanza in quanto uno sweeping attento può variare di molto la traiettoria del tiro.

I tipi di tiro

Poco fa abbiamo introdotto dei termini come "guardia", "piazzata"... Essi si riferiscono alla posizione finale degli stones sul campo oppure tra loro.
Una guardia è un tiro che in genere finisce davanti alla casa che serve principalmente  a proteggere determinate zone della casa dai tiri degli avversari; per estensione possiamo considerare guardie tutti quelli stones che vanno a coprire la posizione di un altro stone in una posizione importante indipendentemente dalla loro collocazione.
Una piazzata è un tiro che finisce in una parte della casa in base alle richieste dello skip.
Una bocciata, come è facile intuire, è un tiro che serve a togliere dal campo un altro stone (e a volte anche il proprio) che era in una posizione  fastidiosa oppure a punto.
Una promozione è un tiro fatto invece su un proprio stone per fare in modo che lo stone colpito vada nella posizione richiesta lasciando sul campo l'altro nostro stone nella posizione approssimativa dove prima c'era  il precedente.
Consideriamo comunque che tutti questi nomi servono solo a capire determinati tipi di tiro, e non stanno ad indicare molto se presi avulsi dal gioco. In più la definizione che viene data ad ogni tiro varia molto spesso e la gamma  di definizioni prevede anche molte vie di mezzo. Capiremo meglio la loro importanza tra poco parlando delle basi di tattica.

La fisica e la tattica di base del curling

Il curling ha diversi particolari che possono fare variare di molto i tipi di tiro possibili e le varianti di gioco, tanto da rendere impossibile una spiegazione completa di tutte le possibilità. Una delle cose che fa variare di più  il gioco è quella che chiamerei "fisica" del curling.
Ad un occhio non esperto verrebbe da pensare che lo stone faccia una gran fatica ad arrivare dall'altra parte della pista e che le varianti di tiro possibili sono solo legate alla forza e direzione  dello stone quando viene lanciato, un po' come nelle bocce, per via del suo peso.
In verità bisogna considerare diversi fattori, primo fra tutti la pista di ghiaccio: raramente una pista di ghiaccio è perfettamente piana, quindi lo stone asseconda  le particolari pendenze della pista; su questo poi influisce molto anche la "velocità" del ghiaccio, che può essere molto variabile, tanto da essere spesso misurata orologio alla mano. Inoltre la particolare preparazione della pista, che prevede  di stendere un peeble (cioè delle piccole gocce d'acqua sulla superficie), diminuisce molto la superficie di contatto tra lo stone e il ghiaccio, e varia ancora in funzione della densità e della forma del peeble. E ancora dobbiamo considerare l'azione  di sweeping dei compagni, che possono cambiare notevolmente la lunghezza e la direzione del tiro; durante lo sweeping infatti non solo si pulisce la pista, ma si scalda leggermente la superficie creando un sottile film d'acqua che contribuisce a diminuire  l'attrito tra lo stone e il ghiaccio. Questo è già sufficiente a far capire come il tiro possa cambiare considerando solo fattori legati alla pista.
Inoltre durante il tiro viene impresso un curl (da cui il nome dello sport) che consiste nel  far ruotare lo stone in senso orario o antiorario in base alle richieste dello skip. Questo curl è fondamentale perchè è in grado di far cambiare notevolmente il punto d'arrivo e la direzione dello stone permettendo addirittura di fargli compiere  delle leggere curve per piazzarlo in maniera più precisa.
Lo studio di tutti questi fattori è fondamentale per ottenere un buon tiro ed in effetti sono parte importante dell'esperienza di un buon curler indipendentemente dal suo ruolo.
Parlando invece della tattica vedremo solo i tratti più di base del gioco, per  far capire come il concetto di un tiro "giusto" o "sbagliato" sia piuttosto relativo; in più parlare ampiamente di tattica richiederebbe pagine e pagine di spiegazione, visto l'enorme numero di possibilità.
Spesso il gioco comincia piazzando  delle guardie davanti alla casa: questo è una diretta conseguenza anche di una regola, chiamata "Free guard zone", che vieta ai giocatori di eliminare uno stone che si trovi in questa zona (cioè la parte di campo tra la hog line e la tee line, esclusa  la casa) per i primi quattro tiri (i tiri dei lead). Al di là di questa regola comunque può essere importante piazzare delle guardie per i giochi successivi.
L'importanza delle guardie è fondamentale, anche se risultano a volte poco spettacolari.  Provate infatti a pensare a uno stone piazzato in pieno centro della casa senza nessun altro stone davanti: l'avversario potrebbe facilmente appoggiarsi o toglierlo dal gioco con una bocciata vanificando lo sforzo di uno stone così ben tirato. Una  guardia invece rende questa azione più difficile se non impossibile. Contemporaneamente una guardia può essere promossa ed entrare in casa andando a punto senza particolari sforzi. D'altra parte troppe guardie possono rendere il gioco impossibile  ad entrambe le squadre ed essere d'intralcio; può in teoria anche essere una tattica in alcuni casi...
Non abbiamo però fino ad ora parlato di uno dei vantaggi tattici che viene considerato più importante, e cioè l'ultimo stone. Chi infatti  tira l'ultimo stone può decidere in molti casi l'esito della mano se non addirittura della partita con un solo tiro. Molto spesso si fanno anche calcoli durante la partita in modo tale da arrivare all'ultima mano con l'ultimo stone. Ovviamente chi  tira questo stone ha una grande responsabilità in mano...
Rimanendo comunque più sul generico, si possono stabilire linee guide di tattica che vengono usate, con molte vie di mezzo: si va dalle tattiche aggressive e più rischiose fino a  quelle più conservative, e la percentuale di una o dell'altra nel gioco della squadra varia notevolmente in base allo stile di gioco e alle condizioni, nonchè all'avversario.
Sulla tattica del curling si potrebbero scrivere libri interi, quindi  sono costretto a fermarmi qui. Ma potrete trovare su internet molti documenti al riguardo, sebbene sul campo la teoria conti sempre piuttosto poco rispetto alla pratica.
Potete trovare nella sezione LINKS alcuni collegamenti utili allo scopo.


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